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Insieme per salvare un patrimonio unico!  

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Un tesoro nascosto tra le montagne

La Via Crucis di Comologno, un tesoro nascosto nel verde dell'alta Valle Onsernone, a ben 1100 m.s.l.m, nel cuore del futuro Parco Nazionale del Locarnese, non rappresenta solo un prezioso patrimonio artistico, iscritto nell'Elenco cantonale dei monumenti storici ed artistici, bensì anche un importante patrimonio storico della comunità di questo piccolo angolo di paradiso. Dalla singolare formazione triangolare che incornicia più livelli di terrazze, questa spettacolare Via Crucis era originariamente decorata da dipinti settecenteschi, attribuibili a Giuseppe Mattia Borgnis di Craveggia. Testimonianze di questo ciclo pittorico sono rimaste sulle volte e sui piedritti delle tre imponenti cappelle d'angolo. In seguito, le 14 cappelle erette da privati, cioè dalla famiglia Remonda e da Giovan Antonio Gambone, sono state riaffrescate negli anni '50 da quattro noti artisti ticinesi, appartenenti a quello che è stato poi soprannominato il "Gruppo della Barca": Emilio Maria Beretta, Pietro Salati, Alberto Salvioni e Mario Marioni. Il loro stile moderno ed incisivo è inconfondibile, con prospettive e composizioni drammatiche, così come colori accesi. Nel corso del tempo, cappelle e affreschi esposti alle intemperie e ad un clima alpino piuttosto rigido, hanno però incessantemente subìto le conseguenze di vari elementi naturali: vento, acqua, neve. I danni sono evidenti, tanto nelle strutture murarie quanto nelle pitture, che necessitano ora entrambe di un completo ed approfondito restauro per non andare perse per sempre. Tuttavia, il Patriziato di Comologno, il Comune di Onsernone e le altre associazioni locali non possono farcela, da soli, a sopportare l'onere di una tale impresa. Nonostante questi enti ed associazioni, insieme con i loro abitanti, vi credano e cerchino di donare il loro possibile, ogni contributo è fondamentale, anche il tuo! Un progetto di singoli piccoli promotori, questo, che diventa dunque il progetto di un'intera comunità e... di tutti noi! foto: Jamila Agustoni - Progetto Parco Nazionale del Locarnese.

Il primo restauro e il "Gruppo della Barca"

Nel 1930, un Comitato locale Pro Cappelle già preoccupato dello stato della Via Crucis di Comologno, si occupa del loro restauro, affidando i lavori di muratura a più operai della regione. In seguito, nel 1952, dopo attenta selezione di artisti e di bozzetti per ogni cappella, una giuria creata ad hoc comprendente tra altri Augusto Ugo Tarabori e Piero Bianconi, affida i lavori di pittura a quattro contemporanei artisti ticinesi: Emilio Maria Beretta (Muralto, 1907 - Ginevra, 1974), pittore e scenografo formatosi alla Scuola di Belle Arti di Ginevra, nel 1930 lavora nell'Atelier di Gino Severini a Parigi. Membro della "Société de Saint-Luc", fondata allo scopo di favorire il rinnovamento dell'arte sacra in Svizzera, esegue numerosi dipinti murali e affreschi a partire dagli anni '30, specialmente in Ticino. Poi, nel 1933, ottiene la sua prima mostra personale, mentre nel 1936 partecipa alla biennale di Venezia, mantenendo però sempre i contatti con l'ambiente artistico ticinese. Mario Marioni (Milano, 1910 - Mendrisio, 1987), pittore, incisore e illustratore italo-ticinese, figlio del titolare della Calcografia di Milano frequentata da molti noti artisti quali ad esempio Umberto Boccioni, ottiene i primi risultati verso la metà degli anni '30. Nel 1943, a causa della Guerra, si trasferisce a Lugano e, poco dopo, ottiene la sua prima esposizione personale. Fino agli anni '60 e '70, Marioni collabora poi con una serie di testate ticinesi, ed esegue importanti opere di illustrazione con incisioni per un editore luganese. Pietro Salati (Lugano, 1920 - 1975), pittore e grafico, allievo di Marino Marini, per alcuni anni redige il quotidiano "Libera Stampa", così come una vasta documentazione sul patrimonio artistico ed artigianale del Ticino. Nel corso della sua carriera, è poi impegnato nell'insegnamento e in mostre personali e collettive, abbinando sempre l'interesse per l'arte visiva con l'interesse per la letteratura. Alberto Salvioni (Ravecchia, 1915 – Rojales, Alicante, 1987), pittore e grafico formatosi presso l'Accademia di Brera di Milano, ritornato in Ticino all'inizio degli anni '40 riceve numerosi incarichi per affreschi sacri e profani. Nel 1941 realizza la sua prima esposizione personale e dopo la Guerra, di nuovo a Milano, avvia un'azienda di disegno su stoffa. Dieci anni più tardi il riaffresco di Comologno, Salvioni realizza pure un affresco sulla parete esterna di un'abitazione: primo intervento di una serie di opere private e pubbliche. La scelta innovativa ed azzardata di questi artisti (tanto per la divisione del lavoro che per lo stile pittorico moderno), tuttavia, non mancò di suscitare scontenti e dibattiti. Le 4 cappelle affrescate dal Salati furono persino sfregiate con uno strato di minio da uno o più abitanti del villaggio, per l’indignazione di tutti gli altri. I lavori di pittura a Comologno si protrassero, infine, fino al 1949.

"La Nuova Via Crucis di Comologno"

È questo il titolo della pubblicazione promossa dall'Associazione Amici di Comologno per lanciare il progetto di restauro delle cappelle della Via Crucis di Comologno. A cura della rinomata storica dell'arte Maria Will ed edito da Topik, il libro introduce alla storia ed all'arte di questo sorprendente monumento: Emblema del moderno in arte nel Ticino alla metà del '900. La pubblicazione è disponibile in italiano e in tedesco, al prezzo di CHF 24.- (+ eventuali spese di spedizione), all'indirizzo seguente: Associazione Amici di Comologno - CP - 6663 Comologno - vagamboni@hotmail.com.

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Progetto realizzato!

Grazie di cuore a tutti i sostenitori! Foto: Djamila Agustoni – Progetto Parco Nazionale del Locarnese

26 Settembre 2017