Lo spettatore è il protagonista, a teatro.Scegliendo quali spettacoli andare a vedere, decide quale sarà il livello del teatro della sua epoca. Noi ti chiediamo di fare un passo ulteriore: contribuire alla produzione di uno spettacolo per agire concretamente a migliorare il livello artistico della Svizzera Italiana Cosa ti offriamo: Offerte dai 20.- ai 40.- fr.: un biglietto ridotto Offerte dai 41.- ai 60.-: due biglietti ridotti Offerte dai 61.- agli 80.-: un biglietto omaggio Offerte dagli 81.- ai 100.-: due biglietti omaggio Offerte dai 101.-: due biglietto omaggio e le canzoni dello spettacolo Tra tutti coloro che faranno una donazione superiore ai 60.- franchi verrà sorteggiato un abbonamento gratutito ai corsi Teatro d'Emergenza per l'anno 2017-2018
Scritto e diretto da: Luca Spadaro Con: Sebastiano Bottari, Matteo Ippolito, Silvia Pietta, Massimiliano Zampetti e Valentina Londino Scenografie: Giulia Breno Costumi: Alberto Allegretti “Cattiverie” è una commedia, o meglio un varietà, che racconta il peggio degli uomini e dell’Umanità e lo fa nel solo modo che ci concede la nostra epoca: con sventata allegria. -Capitolo primo: “Una modesta proposta” - Ovvero come trarre profitto dall’altrui povertà Nel XVIII secolo J. Swift scrisse una feroce satira dal titolo “Una modesta proposta per impedire che i bambini dei poveri in Irlanda siano a carico dei loro genitori o del loro paese e per renderli utili alla comunità”. Ammantandosi di ingenuo candore, l’irlandese Swift si scagliava contro la ricca e farisaica Inghilterra e utilizzava la logica stessa del profitto per risolvere il problema della povertà: i figli dei poveri dovevano diventare una risorsa per l’economia. La proposta, semplice e agghiacciante, è nota: i bambini dei poveri dovevano venire macellati e trasformati in cibo per la mensa dei ricchi. -Capitolo secondo: “L’assassinio come una delle belle arti” - Ovvero lo spettacolo del sangue versato Nel XIX secolo T. De Quincey immaginò e descrisse la “Società degli intenditori d’assassini”. Questo circolo di appassionati dilettanti, si riuniva in occasione di eclatanti fatti di sangue per analizzarli e giudicarli esteticamente. “La gente comincia ad accorgersi che nella composizione di un bell’assassinio v’è qualcosa di più che due sciocchi, l’uccisore e l’ucciso, un coltello, una borsa e un vicolo buio. Trama, signori, armonia scenica, luce e ombra, poesia, sentimento, sono ora giudicati indispensabili a prove di questa specie.” -Capitolo terzo: “Yossl Rakover si rivolge a Dio” - Ovvero il peso del silenzio Nel XX secolo Z. Kolitz scrisse il diario di un immaginario abitante del ghetto di Varsavia. Per molti anni questo testo fu ritenuto un documento autentico. Yossl Rakover è asserragliato in un appartamento del ghetto, durante la famosa rivolta. Attorno a lui i cadaveri dei compagni e tre bottiglie piene di benzina. Due serviranno come ordigni incendiari, la terza per darsi la morte col fuoco. Prima di uccidersi Yossl Rakover scrive le sue memorie, rivolgendosi a Dio. Le ultime parole di questo testamento sono: “Gli assassini si sono già condannati da sé, e a quella sentenza non potranno più sottrarsi. Tu però pronuncia una sentenza doppiamente severa su quanti tacciono dell’assassinio.”
28,29,30 aprile 2017: TEATRO FOCE, Lugano 2 maggio 2017: TEATRO PARAVENTO, Locarno 12,13,14,15,16,17 giugno 2017: TEATRO LIBERO, Milano